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Ramo e Radice

Un tempo, nella radura dei topini, sorgeva un enorme albero sacro che faceva da scudo all'intera foresta e, in particolare, ne custodiva il cuore. Un giorno, l'albero fu colpito da un fulmine che appiccò un incendio, prontamente spento dalla piccola Brace con un colpo di coda. L'evento accrebbe enormemente i poteri della pianta, ma attirò anche l'attenzione degli elfi; questi ultimi, credendolo ormai bruciato, decisero di abbatterlo per costruire una palizzata a protezione del loro villaggio. Dell'antico gigante restarono indietro solo due parti, simili nei nodi ma opposte nell'essenza: un ramo molto antico e una radice giovanissima. Un giorno Terriccio il druido, desiderando mettere ad asciugare il proprio mantello, trovò il ramo e la radice e li piantò nel terreno di casa sua, proprio dove lui stesso era nato. Durante la procedura, però, ruppe inavvertitamente un piccolo pezzo di radice. Non fece nemmeno in tempo a stendere un filo tra i due tronchi che da essi nacquero due topini. Con suo grande disappunto, Terriccio non poté più usare quei legni per il mantello, ma guadagnò due nuovi amici che da quel momento lo produssero e lo difesero da chiunque tentasse di trattarlo male o di prenderlo in giro. Ramo era di colore scuro e aveva sulla pancia una voglia chiara a forma di scudo; Radice, al contrario, era di colore più chiaro, aveva un orecchio solo e una voglia scura, sempre a forma di scudo, sul pancino. Da quel giorno, i due topini fecero insieme da guardia all'intera foresta.

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